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Bonifiche, la commissione tecnica boccia il piano per l'area archeologica

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di Redazione
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Riunitasi in Prefettura la commissione tecnica sulle bonifiche: rimuovere dal castello 200 metri cubi di materiale radioattivo.

s_400_250_16777215_00_images_2019_crotone_crotone-aerea-passerella.jpgNella mattinata di ieri 9 aprile 2019 si è riunita presso la Prefettura di Crotone la Commissione Tecnica istituita ai sensi dell’articolo 126 bis D.Lgs. 230/1995 per discutere dello stato di avanzamento dei Documenti di Valutazione di Radioprotezione (DVR) relativi a tre dei progetti di bonifica nel territorio provinciale.

Nel corso della riunione, presieduta dal Prefetto, è stato approfondito il DVR dell’Arenile antistante la discarica ex Fosfotec “Farina-Trappeto”, il cui progetto di bonifica è gestito da Syndial, quello dell’area archeologica nel comune di Crotone, il cui progetto di bonifica è gestito dall’amministrazione locale, e, infine, quello del Castello Carlo V, il cui progetto di bonifica è gestito dal Segretariato Regionale MIBAC.

Con riferimento al DVR dell'arenile antistante la discarica ex Fosfotec Farina-Trappeto, i componenti della Commissione Tecnica hanno condiviso la revisione del DVR da parte di Syndial, ritenendo di poter formulare il prescritto parere al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare con le prescrizioni emerse ad esito del confronto.

Non altrettanto si è potuto disporre relativamente al progetto dell’area archeologica nel comune Capoluogo, il cui DVR, nonostante una recente revisione, presenta ancora dei notevoli profili di criticità. Per l’adozione del suddetto Documento di Valutazione di Radioprotezione sarà, pertanto, necessaria una caratterizzazione del sito secondo criteri scientificamente condivisi, onde poter acquisire maggiori elementi in ordine alla presenza di materiale con una concentrazione soprasoglia di sostanze pericolose. Solo all’esito di questa ulteriore revisione del DVR sarà possibile formulare il parere per il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Relativamente all’area del Castello Carlo V, infine, è emerso che, nonostante le rilevazioni ARPACAL abbiano accertato la presenza di gas radon a livelli inferiori alle soglie di legge, nonché la presenza di tenorm interrato in profondità e già adeguatamente isolato, il sito presenta anche un importante volume di tenorm in superficie che necessita di essere rimosso. In particolare la caratterizzazione dell’area, condotta dal Segretariato Regionale MIBAC tramite un esperto qualificato, ha consentito di differenziare all’interno del Castello zone in cui la presenza di tenorm in profondità non impatta sui livelli di radioprotezione, da zone in cui sono necessari interventi di rimozione dei metasilicati presenti in superficie per un volume complessivo di circa 200 mc di materiale.

Nondimeno, il sig. Prefetto, atteso che il DVR è stato quasi integralmente condiviso da tutti i componenti della Commissione, salvo alcune osservazioni prontamente recepite dal Segretariato Regionale MIBAC, ha espresso parere favorevole con prescrizioni sul progetto, creando le premesse per una riapertura dell’importante sito.

A tal fine il Segretariato Regionale MIBAC si è impegnato a presentare il progetto definitivo della bonifica entro la fine di aprile, allegando, su espressa richiesta del Prefetto, un cronoprogramma per la conclusione dei lavori e la riconsegna del Castello Carlo V alla comunità crotonese.

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