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I veleni tombati per sempre: un capolavoro firmato Rizzo e Pugliese

  • Published in Territorio

di Angelo Cerminara
di Angelo Cerminara
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Anche il Ministero dell'Ambiente dice SI al piano Syndial: 400.000 tonnellate di cadmio, piombo e arsenico coperte col capping.

s_400_250_16777215_00_images_2019_varie_25-10-rizzo-pugliese.jpgCrotone NON avrà la bonifica integrale dei terreni ricadenti nell'ex area industriale di Pertusola, l'ultima conferenza dei servizi, quella decisoria, ha dato il via libera al progetto di bonifica presentato a suo tempo da Syndial che bonificherà 21 ettari di terreno su 49 totali.

Il piano detto POB fase 2 prevede una serie di interventi di risanamento ambientale relativi a demolizioni di strutture esterne, rimozione terreni, applicazione di tecnologie di inertizzazione e stabilizzazione, realizzazione di una copertura in cemento, detta capping. Il tutto secondo i tecnici di Syndial, e secondo l'assessora regionale all'Ambiente Antonella Rizzo "garantiranno l'assenza di rischio ambientale".

Peccato che il piano previsto da Syndial non preveda però l'eliminazione di ben 400 mila tonnellate (la stima è in difetto) di cadmio, piombo e arsenico che restranno tombate per sempre in loco. La copertura con il capping dovrebbe scongiurare rischi ambientali, ma per effetto degli elevatissimi livelli di contaminazione, quell'area resterà interdetta per sempre a qualunque attività urbana.

Il contestato progetto di bonifica POB Fase 2 presentato da Syndial e approvato senza reticenze dal Comune di Crotone e dalla Regione Calabria, e ieri anche dal Ministero dell'Ambiente, e del quale pare che più di qualche politico nostrano ne vada pure fiero (Rizzo, Pugliese, Sculco), prevede l'asportazione o l'inertizzazione di materiali pericolosi da un'area di 21 ettari di terreno su un totale di 49! I restanti 28 ettari di terreno inquinato non saranno neanche toccati.

Quei 28 ettari guarda caso rappresentano l'area più inquinata dell'impianto Pertusola, dove si lavoravano le ferriti di zinco, e dove sono interrate le 400 mila tonnellate di materiale cancerogeno come il cadmio, arsenico e piombo in quantità enormi. Materiale in quantità talmente pericolose che per asportarli Syndial avrebbe dovuto utilizzare tecniche ad elevato impatto economico.

E' del tutto evidente che così come approvata la bonifica dell'area SIN di Crotone diventa l'ennesimo regalo alla multinazionale ENI (che controlla Syndial), autorizzata a lasciare in loco e coprire col cemento una buona parte dei veleni prodotti in 70 anni di attività, mantenendo pure la disponibilità dell'area. Non potendovi costruire nulla, l'area sarà recintata e asservita a centrale termosolare, ovviamente tutto a guadagno di ENI. Quando si dice "cornuti e mazziati".

Niente waterfront, niente stadio, nessuna restituzione alla città dell'area, nessuna urbanizzazione, ai crotonesi resteranno invece 400 mila tonnellate di fanghi cancerogeni tombati a due passi dal mare con alto rischio di contaminazione della faglia. Del resto è la stessa Syndial che nel POB fase 2 ha messo in guardia da potenziali pericoli:

«Il livello argilloso di separazione - si legge nel capitolo 6 del Pob fase II - tra i terreni superficiali e il terreno sabbioso sottostante, ostacolo alla diffusione in profondità della contaminazione, risulta presente ma assottigliato. Tale peculiarità del livello argilloso nella zona EKRT sud, evidenziata già nel POB 2008, rappresenta un elemento di attenzione in quanto potrebbe comportare un potenziale rischio per le acque di falda dovuto alla lisciviazione dei terreni».

Che tradotto significa: se piove troppo e l'argilla si scioglie, i veleni potrebbero finire in mare, o peggio ancora nelle falde acquifere!

Insomma non era facile per Syndial riuscire nel gran colpo: coprire senza eliminare gran parte dei veleni, mantenere l'uso dell'area e metterla a reddito senza nulla restituire alla città. Ci voleva un capolavoro politico. A quello ci hanno pensato Ugo Pugliese e Antonella Rizzo, con gli applausi scroscianti di Flora Sculco. Chapeau!

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