Come se non bastasse il coronavirus a fare danni ci pensano anche quelle istituzioni che dovrebbero gestire con chiarezza l'emergenza, e che invece si scoprono del tutto impreparate, almeno dal punto di vista della comunicazione e del coordinamento.
Che ci fosse un problema molto serio sulla comuncazione dei dati relativi alla diffusione del coronvirus in Calabria era apparso chiaro sin dalle prime battute. La mappa della Protezione Civile nazionale (consultabile qui) presentava, e continua a presentare, numeri diversi rispetto a quelli ufficializzati nel bollettino quotidiano della Regione Calabria. Una difformità davvero difficile da interpretare, anche per le menti più brillanti.
Il problema però non pare di natura cronologica, visto che alle 17:00 di ieri la ProCiv annunciava 711 tamponi effettuati in Calabria, mentre la Regione, con l'ultimo bollettino delle ore 19:00 ne confermava solo 581. Gli altri 130 che fine hanno fatto? Più di qualcosa non torna.
La cosa si complica ulteriormente quando si tratta di capire la distribuzione territoriale dei contagiati. Uno sforzo sovrumano che il Dipartimento alla Salute della Regione Calabria neanche prende in considerazione, visto che nel bollettino quotidiano si limita a segnalare i casi secondo la distribuzione ospedaliera. Pertanto i malati di Crotone e Vibo Valentia finiscono nel computo di Catanzaro, in quanto ospedalizzati al Pugliese Ciaccio (almeno fino a ieri).
Ma la Protezione Civile ha l'obbligo di distribuire i malati per provincia di residenza (e non per ospedalizzazione), e allora come si fa? Non è chiaro, però la mappa della Prociv (sempre aggiornata alle ore 17:00 di ieri 14 marzo) distribuisce così i 60 contagiati totali registrati in Calabria: 15 Cosenza, 5 Catanzaro, 5 Crotone, 17 Vibo Valentia e 18 Reggio Calabia. Totale 60 contagiati così come segnalato dalla Regione Calabria.
Tutto a posto? neanche per sogno. Nello stesso bollettino infatti la Regione segnala la distribuzione ospedaliera dei malati più le persone in isolamento. A Crotone vengono segnalati 2 casi in ospedale e 13 in isolamento domiciliare, totale 15 contagiati. Ma la Prociv ne segnala 5 (addirittura 2 meno del penultimo aggiornamento!). Anche nella provincia di Vibo le cose non vanno meglio. Prociv indica 17 casi totali, ma la Regione segnala solo 3 in isolamento domiciliare. Ma se a Catanzaro sono segnalati 7 ospedalizzati, tutti gli altri casi di Vibo dove sono andati a finire? A Catanzaro per la Regione ci sono 7 ospedalizzati. Per la Prociv i positivi totali sono solo 5.
Però ci sarebbe la prova del nove. Sommando tutti i contagiati (segnalati da Prociv) di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia si arriva a 27 come numero totale. Lo stesso numero è riportato nel bollettino della Regione Calabria. Quindi ci siamo? Forse si, manca poco.
Ma a buttare il carico da novanta ci ha pensato ieri pomeriggio la ASP di Crotone, che ha indetto una conferenza stampa per smentire i dati segnalati dalla Regione Calabria nel suo ultimo bollettino. I dirigenti dell'Azienda ospedaliera hanno chiarito (?) che i contagiati a Crotone sono 14, di questi due sono ricoverati a Catanzaro, quattro a Crotone e gli altri in isolamento domiciliare. Ci sono altri due casi nella tenda triage in valutazione. Tutto chiaro? Forse si, ma salta la prova del nove!
Interessante notare, in conclusione, che la difformità nei dati tra la Regione e la ProCiv nazionale riguarda esclusivamente i dati dell'area centrale della Calabria (Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia) mentre per le province di Cosenza e Reggio Calabria tutto fila liscio come l'olio. I tamponi provenienti dalle province centrali finiscono al Pugliese Ciaccio di Catanzaro, i dati veri li conoscono solo loro!
Si chiude con un appello alla Regione Calabria: faccia di tutto per elaborare i dati secondo una distribuzione territoriale dei contagiati, perchè i cittadini hanno il diritto di sapere come e quanto il virus si ta muovendo nella propria area di residenza.



