Il sindaco costretto a confermare quanto asserito dai tecnici Mibac: "Il progetto non è stato ancora presentato".
Arriva la rettifica del sindaco di Crotone Ugo Pugliese sulla vicenda Ezio Scida. Il sindaco ha diramato un comunicato stampa per rispondere alle affermazioni del Mibac che lamenta di non aver ricevuto nessun progetto sullo stadio Ezio Scida.
Nel comunicato Pugliese conferma in sostanza quanto affermato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, scrivendo che l'intero progetto (del nuovo stadio?) ed il rifacimento degli spogliatoi dello stadio Ezio Scida e tutto il relativo cronoprogramma non è stato ancora inviato. Progetto pronto ma non inviato perchè il sindaco aspetta di essere "audito" come richiesto mesi orsono.
«Nel corso della conferenza - si legge nella nota del sindaco di Crotone - come correttamente riportato da tutti gli organi di stampa, ho affermato di aver richiesto al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e per conoscenza al Segretariato Regionale Mibact un incontro finalizzato alla consegna del progetto e del cronoprogramma unitamente alla richiesta provvisoria delle citate pertinenze (spogliatoi e servizi) per i tempi di realizzazione dell'opera»
Eppure ieri il sindaco di Crotone e meglio di lui l'assessore all'Urbanistica De Luca avevano parlato di un iter amministrativo definito e già avviato, ma soprattutto chiaro nel da farsi. Ma la netta sensazione è che di chiaro ci sia solo la diffida del soprintendente Pagano, atto di diffida che la giunta intende impugnare al TAR poiché ritiene "abusiva".
De Luca afferma di avere richiesto una nuova proroga per un periodo di tempo di 36 mesi, ma senza ottenere, ad oggi, nessuna risposta da parte del Mibac. L'assessore all'Urbanistica del Comune di Crotone afferma testualmente: «Prima ancora di ricevere ogni risposta dal Ministero circa la nuova proroga, a noi ci è arrivata la diffida di Pagano, un atto completamente scollegato ed abusivo. La diffida di Pagano non è collegato all'atto amministrativo in corso (nuova richiesta di proroga) e per questo lo impugneremo al Tar».
Ma la diffida è una conseguenza della convenzione firmata a luglio 2016, non è un atto scollegato, bensì consequenziale. L'ulteriore richiesta inviata dal Comune di Crotone è un atto a parte (questo sì scollegato dall'oggetto della diffida). Il sindaco di Crotone chiude poi l'odierno comunicato alimentando ancora la grande confusione che ruota ormai intorno alla vicenda. «E' utile precisare - conclude Pugliese - che il procedimento avverso al quale si procederà con il ricorso è una cosa. Il progetto per la sistemazione dei vecchi spogliatoi è altra. Mi dispiace che si faccia confusione al riguardo e sono pronto a recarmi al Ministero non appena mi verrà concessa audizione.»



