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Veleni senza bonifica: presto il ricorso al TAR contro il Pob Fase 2

Si è tenuto un incontro-dibattito sul piano di bonifica approvato dagli enti competenti: i veleni saranno tombati con la tecnica del capping.

Si è tenuto nel pomeriggio di sabato 9 novembre presso la sala riunioni Santa Critelli un incontro dibattito sul piano di bonifica dell'ex area industriale di Crotone approvato da Comune e Regione e osteggiato da molti cittadini e associazioni.

L'evento organizzato dall'associazione "Le colline dei veleni" e dalla fondazione onlus "Santa Critelli" ha messo a nudo le criticità del POB Fase 2 di Syndial che prevede di ricoprire con la tecnica del capping l'intera area ex Pertusola-Enichem lasciando interrati ben 400 mila tonnellate di scorie altamente pericolose e costituite in gran parte da cadmio, piombo e arsenico.

L'incontro, molto partecipato, ha visto le relazioni di Vincenzo Voce presidente dell'associazione "Le colline dei veleni", Tina De Raffaele dell'associazione "Io ci metto la faccia", del giornalista Francesco Pedace e di Alessandra Costarella del gruppo Restart Kroton. Nel dibattito, moderato dalla giornalista Antonella Marazziti sono intervenuti anche il geologo Carlo Tansi, già responsabile della Protezione civile regionale, e l'imprenditore reggino Giuseppe Nucera, entrambi candidati alla carica di governatore della Calabria.

Durante l'evento Voce ha fornito dati e analisi che documentano come il progetto di Syndial resta inaccettabile, pericoloso dal punto di vista sanitario perchè non prevede l'asportazione dei metalli inquinanti e cancerogeni, inutile perchè con la tecnica del capping l'area risulterà inutilizzabile dal punto di vista urbano.

Un progetto che invece di favorire la rinascita della città di Crotone, la punisce ulteriormente, condannando i cittadini a convivere per sempre con 400 mila tonnellate di scorie cancerogene, rinunciando anche al riutilizzo urbano dell'area.

Dalla lettura dei verbali ufficiali delle Conferenze di servizi (riunioni tecniche in cui si discute il progetto nel merito) è emerso come a suo tempo i tecnici ISPRA avessero sostenuto perplessità circa l'impiego del capping e conseguente messa in sicurezza permanente dell'area, ma nessuno tra gli attori istituzionali (Comune di Crotone e Regione Calabria) ha mai ripreso la questione, lasciando in sostanza il via libera al progetto Syndial pur in presenza di punti oscuri.

Dal dibattito è emersa la necessità di fermare l'avvio dei lavori tramite un ricorso al TAR Calabria. A tal proposito Vincenzo Voce ha chiarito che: «Adesso cercheremo di rimediare a questo scempio facendo ricorso al TAR e sarete chiamati a dare la delega ad un AVVOCATO. Faremo una vera causa per OPPORCI a questa scelta, visto che il nostro Sindaco PUGLIESE e la nostra concittadina Assessore Regionale Antonella Rizzo non si sono OPPOSTI».

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