La situazione igienico-sanitaria nella frazione di Papanice ha varcato ogni limite di tollerabilità. Nelle ultime ore, in particolare nella zona di Via della Quercia, la situazione è ulteriormente precipitata: i liquami fognari non depurati fuoriescono copiosamente a cielo aperto, ristagnando sul suolo e sprigionando miasmi nauseabondi e irrespirabili che impediscono ai residenti la normale permanenza nelle proprie abitazioni.
Di fronte a questo scenario insostenibile, aggravato da un rimpallo di competenze e da una perdurante inerzia istituzionale tra Comune di Crotone, gestore del servizio idrico e Struttura Commissariale, è stato depositato un formale esposto-denuncia d'urgenza indirizzato alla Procura della Repubblica di Crotone, al Comando dei Carabinieri Forestali, all'ARPACAL e al Sindaco, nella sua qualità di massima autorità sanitaria locale.
È incredibile e inaccettabile che un'intera frazione come Papanice non solo non sia ancora servita da una rete fognaria efficiente, ma che addirittura non vi sia all'orizzonte alcun progetto concreto né alcuna reale volontà politica di risoluzione. L'amministrazione comunale continua a sollevarsi da ogni onere, rimbalzando sistematicamente le responsabilità sulla Struttura Commissariale regionale, dimenticando colpevolmente che il primo cittadino è e rimane il principale responsabile della salute e dell'incolumità dei suoi concittadini. Le diffide e i rimpalli burocratici non puliscono l'aria né mettono in sicurezza il territorio.
L'atto non nasce come mera protesta, ma come un'azione di rigorosa tutela civica e legale. I firmatari chiedono con forza:
- L'invio urgente di personale specializzato (ARPACAL e Carabinieri Forestali) per campionare le matrici ambientali compromesse a Papanice e individuare le precise responsabilità tecniche dello sversamento in Via della Quercia.
- Si pretende che gli enti competenti dispongano immediatamente la rimozione dei liquami stagnanti, la sanificazione dei luoghi e la messa in opera di soluzioni tecniche tampone per restituire aria pulita e dignità ai residenti.
- Si chiede alla magistratura di verificare se la catena di omissioni, ritardi e rimpalli amministrativi integri fattispecie di rilevanza penale, dall'inquinamento ambientale all'omissione di atti d'ufficio.
I cittadini di Papanice non possono continuare a pagare il prezzo di una politica che fugge dalle proprie responsabilità. La tutela della salute pubblica (art. 32 della Costituzione) non ammette alibi burocratici.
Avvocati Consumatori Calabria



